martedì 4 gennaio 2011

Insonnia

Kafka notò che non avevo dormito abbastanza.
Secondo verità dissi che ero stato talmente preso da continuare
a scrivere fino alla mattina.
Egli posò le mani larghe, quasi scolpite nel legno, sulla scrivania
e disse lentamente: "E’ una grande fortuna poter buttar fuori così
nettamente il moto interiore."
"E’ stata come un’ebbrezza. Non ho ancora riletto ciò che ho scritto."
"S’intende. Lo scritto è soltanto la scoria di ciò che si è vissuto."

Colloqui con Kafka
di Gustav Janouch

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