mercoledì 24 novembre 2010

Sogno

Nella stanza si è fatto scuro; nella sua anima c’è vuoto e tristezza;
un intero regno di sogni è crollato intorno a lui, è crollato senza lasciar traccia,
senza rumore, senza fracasso; è balenato via come una visione;  e lui stesso non ricorda cosa ha sognato.
Ma una certa sensazione oscura, per cui il petto gli si agita e gli fa leggermente male,
un certo desiderio nuovo solletica seducentemente e irrita la sua fantasia,
e gli richiama, senza che se ne accorga, uno sciame di nuovi fantasmi.
Nella piccola camera regna la quiete: solitudine e pigrizia carezzano l’immaginazione;
essa si infiamma leggermente, leggermente bolle, come l’acqua nella caffettiera della vecchia matrjona
che si affaccenda placidamente lì accanto, nella cucina, preparando il suo caffè.
Ecco che essa già irrompe leggermente, a sbuffi, ecco che già anche un libro, preso a caso
e senza scopo, cade dalle mani del mio sognatore, neppure arrivato alla terza pagina.
La sua immaginazione è nuovamente ambientata, eccitata e all’improvviso
un nuovo mondo, una nuova vita incantatrice tornano a brillare dinanzi a lui
nella loro splendente prospettiva. Nuovo sogno, felicità nuova!
Nuovo sogno di raffinato, voluttuoso veleno!
Oh, cosa importa a lui della nostra vita reale! Al suo sguardo viziato la vita che io e voi,
Nàstjenka, viviamo appare così pigra, lenta, fiacca; ai suoi occhi tutti noi
siamo così scontenti del nostro destino, così stanchi della nostra vita!
E in verità, guardate come anche a primo sguardo tutto fra di noi è freddo,
cupo, corrucciato… "Poveretti!" pensa il sognatore.
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Egli pensa che questa è una povera, pietosa vita, non prevedendo che anche per lui,
forse, una volta o l’altra suonerà la triste ora in cui, per un giorno solo di questa vita
pietosa, darà tutti i suoi anni di fantasie, e per di più li darà non per la gioia,
non per la felicità, nè vorrà scegliere, in quell’ora, la tristezza, il pentimento, il libero dolore.
Ma, frattanto, non è ancora arrivata quell’ora terribile: egli non desidera niente perchè
è al di sopra dei desideri, perchè tutto è con lui, perchè è sazio, perchè è lui stesso
l’artefice della sua vita e se la crea ogni ora con un nuovo arbitrio.
E così facilmente, così naturalmente si crea questa vita favolosa, fantastica!

Fedor Dostoevskij

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