martedì 23 novembre 2010

Pazienza

Le opere d’arte sono di una solitudine infinita;
nulla è peggio della critica per accostarvisi.
Solo l’amore può afferrarle, custodirle, esser giusto verso di loro.
Date sempre ragione al sentimento vostro contro queste analisi, questi resoconti, queste introduzioni.
Se avrete torto voi, lo sviluppo naturale della vostra vita interiore
vi condurrà col tempo ad un altro stato di conoscenza.
Lasciate ai vostri giudizi il loro tranquillo sviluppo.
Non contrariatelo, poichè come ogni progresso,
deve venire dal profondo del vostro essere e non può sopportare nè sforzi, nè fretta.
Portare a termine, poi partorire: tutto sta qui.
Bisogna che voi lasciate maturare dentro di voi ogni impressione,
ogni germe di sentimento, nell’oscuro, nell’inesprimibile, nell’incosciente,
in queste regioni chiuse alla comprensione.
Aspettate con umiltà e con pazienza l’ora della nascita di un nuovo chiarore.
L’arte esige tanto dai suoi semplici fedeli quanto dai creatori.
Il tempo, qui, non è una misura. Un anno non conta: dieci anni non son niente.
Essere artisti non vuol dir contare, vuol dire crescere come l’albero che non sollecita la sua linfa,
che resiste fiducioso ai grandi venti della primavera,
senza temere che l’estate non possa venire. L’estate viene.
Ma non viene che per  quelli che sanno attendere,
tanto tranquilli e aperti come se avessero l’eternità davanti a loro.
Lo imparo tutti i giorni a prezzo di sofferenze che benedico.
La pazienza è tutto.


Rainer Maria Rilke

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