martedì 30 novembre 2010

Colloquio

Incontrammo un grosso gruppo di lavoratori che con bandiere e vessilli si
recavano a un'assemblea. Kafka osservò: "Costoro sono coscienti, sicuri di sé
e di buon umore. Dominano la strada e credono perciò di dominare il mondo.
Ma in realtà s'ingannano. Alle loro spalle ci sono già i segretari, i funzionari,
i politici di professione, tutti i sultani moderni ai quali essi spianano la via del potere."
"Lei non crede nella forza delle masse?"
"Io la vedo, questa informe e apparentemente incoercibile forza delle masse che
anela ad essere domata e formata: a conclusione di ogni sviluppo veramente rivoluzionario
compare un Napoleone Bonaparte."
"Lei non crede dunque in una più ampia diffusione della rivoluzione russa?"
Kafka, dopo un momento di silenzio, disse:
"Quanto più un'inondazione si allarga, tanto più l'acqua diventa torbida
e meno profonda. La rivoluzione evapora e non rimane che il limo di una nuova burocrazia.
I ceppi dell'umanità tormentata sono fatti di carta bollata."

da Colloqui con Kafka
di Gustav Janouch

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.